
Kolbe e Pilecki. La verità sui totalitarismi che Auschwitz non ha sepolto.
Che cosa c’entrano un santo e un ufficiale polacco con la Giornata della Memoria? E perché questa storia riguarda profondamente anche noi, oggi, come polacchi in Europa? La risposta è una sola: perché senza verità non esiste memoria, e senza memoria non esiste libertà.
Sabato 25 gennaio 2026, a Perugia, la comunità polacca e italiana è stata invitata a un evento di grande valore storico, culturale e spirituale organizzato da Polovers.it in occasione della Giornata della Memoria: la proiezione di un docufilm dedicato a San Massimiliano Kolbe e al Capitano Witold Pilecki, due figure simbolo della Polonia del Novecento, unite da una scelta radicale: testimoniare la verità fino al sacrificio estremo.
L’incontro si è tenuto nelle aule della Scuola Anders presso la Chiesa San Giovanni Paolo II (Ponte della Pietra), un luogo di cultura che non è solo spazio liturgico, ma ponte ideale tra Polonia e Italia, tra fede, storia e coscienza europea.
San Massimiliano Kolbe, frate francescano polacco, donò la propria vita ad Auschwitz per salvare un altro prigioniero. Un atto che ha attraversato la storia come segno universale di amore cristiano e dignità umana. Witold Pilecki, ufficiale di cavalleria dell’esercito polacco e membro della resistenza, si fece deportare volontariamente ad Auschwitz per documentare dall’interno l’orrore del campo. Sopravvisse al lager, ma fu poi giustiziato dal regime comunista per aver continuato a dire la verità anche dopo la guerra. Due uomini diversi, un’unica lezione: il male va nominato, sempre, qualunque volto abbia.
A introdurre pubblico in questo percorso di memoria consapevole è stata la giornalista Kinga Luj, da anni impegnata nel racconto dei grandi temi civili e culturali europei. Di grande rilievo la partecipazione di Suor Roberta Vinerba, teologa, per offrire una lettura profonda e attuale del sacrificio di Kolbe e Pilecki, mettendo in luce il valore teologico, etico e umano della testimonianza, oltre ogni confine nazionale o ideologico.
Hanno portato i saluti istituzionali:
- Anna Traczewska, direttrice della Scuola di Lingua e Cultura Polacca Anders di Marche e Umbria ( a nome di Ewa Ostrowska, direttrice e insegnante dell’aula Anders di Perugia impegnata nei laboratori con i bambini )
- Cristina Gorajski, Console Onorario della Repubblica di Polonia in Ancona
- Simone Biagioli, coordinatore e formatore dell’Oratorio SanGiovanni Paolo II di Perugia
- Don Antonio Paoletti, Parroco Ponto della Pietra S.Maria della Misericordia
Sono intervenuti inoltre:
- Mauro Radici, fondatore Polovers e Consigliere Nazionale ANCR, con una riflessione sulla memoria come responsabilità civile europea;
- Marco Vittorio Radici, già studente della Scuola Anders e membro della community PoloniaToMy.pl, che ha presentato la tesina su Pilecki elaborata per l’esame di Stato conclusivo del 1° ciclo di istruzione ( https://sites.google.com/view/iiwspolska-markingenius/ )
- Bartosz Tabisz, studente Erasmus e portavoce delle nuove generazioni polacche, con un parallelo fra scoutismo in Italia e in Polonia
- Agnieszka Tabisz, docente di Storia a Józefów, cittadina vicino Varsavia, che ha inquadrato la figura di Pilecki, donato una mostra iconografica e presentato il museo a lui dedicato.
L’evento è stato pensato da Polovers anche per famiglie e giovani: previsti laboratori bilingui polacco/italiano, momenti di dialogo interculturale e un rinfresco finale con sapori della tradizione polacca, per trasformare la memoria in incontro e comunità.
In un’Europa spesso smemorata o selettiva nel ricordare, la Polonia continua a ricordare tutto: il nazismo, il comunismo, la doppia occupazione, la fedeltà alla verità. Per questo, la storia di Kolbe e Pilecki non è solo storia polacca: è una lezione per l’Europa intera – un invito a ricordare non solo chi siamo stati, ma perché non possiamo dimenticare.

